Credito d’imposta 4.0 e iper-ammortamento 2026: la scadenza del 31 luglio mette alla prova le imprese

28 Luglio 2026

Il mese di luglio 2026 rappresenta un mese decisivo per le imprese che hanno effettuato investimenti agevolati nell’ambito del Piano Transizione 4.0. Entro il 31 luglio 2026, infatti, deve essere trasmessa al GSE la comunicazione di completamento degli investimenti conclusi entro il 30 giugno 2026, adempimento questo indispensabile per mantenere il diritto alle agevolazioni maturate.

La mancata trasmissione comporta la perdita del beneficio, senza possibilità di regolarizzazione successiva.

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 è uno dei principali strumenti di sostegno alla trasformazione digitale delle imprese; per gli investimenti prenotati entro il 31 dicembre 2025, mediante ordine accettato e acconto almeno pari al 20%, il completamento doveva avvenire entro il 30 giugno 2026 per consentire l’accesso all’agevolazione.

Come noto, però, l’accesso al credito si articola in un complesso iter di comunicazioni da inviare al GSE:

  1. la comunicazione preventiva di prenotazione delle risorse;
  2. la conferma dell’avvenuto versamento dell’acconto;
  3. la comunicazione di completamento dell’investimento.

Quest’ultima da trasmettersi entro e non oltre il 31 luglio 2026, costituisce il presupposto essenziale per la successiva fruizione del credito d’imposta in compensazione.

Infatti, decorsa tale data, il sistema non consente ulteriori invii e il credito, pur maturato sotto il profilo sostanziale, non può più essere utilizzato.

E lo scenario si fa ulteriormente complesso se si considera l’incompatibilità tra il credito d’imposta 4.0 e l’Iper-ammortamento 2026 per i medesimi investimenti. Le imprese che avevano presentato istanze su entrambe le misure sono state chiamate a effettuare una scelta definitiva, rinunciando a uno dei due incentivi entro i termini stabiliti dalla normativa.

Pertanto, il termine del 31 luglio 2026 impone alle imprese una scelta cruciale per gli investimenti in beni 4.0 completati entro il 30 giugno 2026: confermare il credito d’imposta Transizione 4.0 oppure orientarsi verso il nuovo iper-ammortamento.

E le maggiori incertezza riguardano i c.d. “beni complessi”, ossia impianti, linee produttive e sistemi integrati costituiti da macchinari, software e componenti acquisiti in momenti diversi e presso fornitori differenti. La normativa collega il completamento dell’investimento alla regola generale dell’articolo 109 del TUIR, senza attribuire rilievo decisivo alla data di avvio del progetto.

Resta, tuttavia, da chiarire se un bene complesso debba essere considerato come un investimento unitario oppure se le singole componenti, purché autonome sotto il profilo economico e funzionale, possano essere valutate separatamente. Da questa risposta dipende la possibilità di attribuire alcune parti dell’investimento al credito d’imposta 4.0 e altre all’iper-ammortamento, oppure di rinunciare integralmente al credito per accedere al nuovo incentivo.

Ulteriori criticità in materia emergono per gli investimenti per i quali nel 2025 è stata trasmessa una comunicazione preventiva relativa soltanto a una quota dei costi complessivi. La normativa esclude dall’iper-ammortamento gli investimenti che “beneficiano” del credito d’imposta 4.0, ma non chiarisce se la semplice prenotazione dell’agevolazione equivalga già a un effettivo beneficio.

Secondo una lettura favorevole alle imprese, la sola presentazione della comunicazione preventiva, in assenza della comunicazione di completamento e dell’effettivo utilizzo del credito, non dovrebbe impedire la successiva opzione per l’iperammortamento. Si tratta però di una conclusione che attende ancora una conferma ufficiale.

Intanto, dallo scorso 21 luglio 2026 le imprese che hanno ottenuto dal GSE l’esito positivo della comunicazione preventiva possono trasmettere, tramite la piattaforma “Nuovo Piano Transizione 5.0” (NPTR5), la comunicazione di conferma dell’investimento necessaria per consolidare la prenotazione dell’iper-ammortamento.

Con il decreto direttoriale del 20 luglio 2025 il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha dato il via al secondo passaggio dell’iter da porre in essere per poter beneficiare dell’iper-ammortamento per gli investimenti individuati nei commi 427 e seguenti della Legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).

Come noto, la procedura per accedere al beneficio previsto dal Nuovo Piano Transizione 5.0, si articola su tre comunicazioni da inviare tramite il portale GSE:

  • una comunicazione preventiva, che si è potuta trasmettere solo dal 12 giugno 2026;
  • una comunicazione di conferma che si può trasmettere dal 21 luglio;
  • una comunicazione di completamento, con riferimento alla quale, ad oggi, manca ancora il canale e la relativa modulistica.

L’effettività e la conformità degli investimenti sono comprovate da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile.

Secondo quanto previsto dall’articolo 3, comma 2, del decreto direttoriale del 7 maggio 2026, con la comunicazione di conferma si attesta l’avvenuto pagamento dell’ultima quota di acconto utile al raggiungimento del 20% del costo di acquisizione di ciascun bene agevolato.

La comunicazione di conferma non può avere ad oggetto investimenti in beni diversi ovvero di ammontare superiore rispetto a quelli indicati nella comunicazione preventiva.

Per i beni oggetto di locazione finanziaria, fermo restando l’obbligo di invio della comunicazione di conferma, il pagamento di quote per il raggiungimento del 20% del costo di acquisizione si considera soddisfatto con la stipula del contratto di locazione finanziaria e l’impegno assunto con il fornitore dalla società concedente con la sottoscrizione dell’ordine di acquisto.

La comunicazione di conferma deve essere trasmessa entro 60 giorni dalla ricezione da parte del GSE della notifica di corretto invio della comunicazione preventiva.

La procedura si articola in undici passaggi, dalla verifica dei dati dell’impresa all’inserimento delle fatture o dei contratti di leasing, fino alla generazione della dichiarazione sostitutiva e all’invio finale. Per ciascun bene indicato nella fase preventiva occorre specificare se l’investimento è “confermato” o “decaduto”.

Dopo l’invio, il GSE effettua le verifiche formali e comunica l’esito entro dieci giorni; in presenza di carenze documentali viene concesso un ulteriore termine di dieci giorni per le integrazioni. La fase conclusiva relativa alla comunicazione di completamento degli investimenti sarà disciplinata da un successivo decreto direttoriale.

RDP

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