Testo unico IVA in vigore dal 1° gennaio 2027: quali le principali implicazioni operative?

29 Luglio 2026

Dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore il nuovo testo unico IVA - DLgs n. 10/2026 - che codifica in maniera più chiara la normativa IVA, ponendo fine alla frammentazione delle disposizioni dettate in materia, contenute in diversi provvedimenti legislativi.

Sarà, di conseguenza, più semplice la consultazione delle regole IVA, e ciò con una maggiore garanzia dei principi della certezza del diritto.

L’adozione del TU IVA avrà inevitabili risvolti anche a livello operativo, comportando la necessità di dover adeguare i software gestionali utilizzati nell’area ammnistrativa e contabile al fine di tener conto dei nuovi riferimenti normativi.

Infatti, dal 1° gennaio 2027, molte disposizioni saranno individuate con nuovi numeri di articolo e questo inciderà su manuali interni, note operative, procedure, template contrattuali e formazione del personale amministrativo. Gli attuali riferimenti al DPR 633/1972 o ad altre fonti (DL n. 331/1993, DL n. 41/1995, ecc.) potrebbero non essere più corretti come riferimento principale per i temi confluiti nel testo unico.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo le fasi della storia per cercare di comprendere come gestire al meglio il cambiamento.

Contenuto del Testo unico IVA

Il testo unico IVA si articola in 171 articoli suddivisi in 18 Titoli: la presenza di Titoli e di una struttura per argomenti omogenei è fondamentale in ottica operativa, dal momento che la stessa consente una consultazione “per materia” (territorialità, esenzioni, non imponibilità, detrazione, adempimenti, regimi speciali, ecc.).

Nel nuovo Testo unico sono inclusi adempimenti tipici IVA (fatturazione, registri, liquidazioni, rimborsi), mentre restano esclusi i profili di accertamento contenuti nel Testo unico su adempimenti e accertamento
Quanto al contenuto, sono comprese:

  • Operazioni UE: dal DL n. 331/1993 le operazioni UE sono state ricollocate nel TU ed è stata modificata anche la terminologia in “intraunionale”. L’effetto pratico è una maggiore concentrazione delle regole in un unico testo;
  • Regimi speciali: (es. regime del margine; produttori agricoli) sono ricollocati in modo sistematico;
  • Aggiornamenti “formali” di richiami e lessico: si interviene anche su richiami divenuti non attuali (ad esempio, sostituendo riferimenti a prassi superate con formulazioni più generali coerenti con i processi doganali e documentali odierni) e aggiorna talune classificazioni (ad esempio, in collegamento alle voci doganali richiamate per tabelle e aliquote ridotte).

Mappa di raccordo tra 2026-2027

Per effetto dell’entrata in vigore del Testo unico sarà necessario effettuare un raccordo tra gli attuali riferimenti normativa e quelli contenuti nel nuovo Testo unico, come detto, in vigore dal 2027.

L’utilità pratica è l’aggiornamento dei richiami in documenti e procedure a partire dal 1° gennaio 2027.

Vediamo come cambieranno le cose.

MateriaNorma vigenteNorma in vigore dal 1° gennaio 2027Adeguamenti opportuni
Territorialità delle prestazioni di serviziartt. 7-ter / 7-octies DPR 633/1972artt. 17 - 23 TU IVAÈ utile soprattutto per procedure interne e checklist di qualificazione dell’operazione (B2B/B2C, regole speciali, eccezioni).
Operazioni esentiart. 10 DPR 633/1972art. 37 TU IVA  È opportuno aggiornare policy contabili e istruzioni operative che oggi richiamano sistematicamente l’art. 10.
Cessioni intracomunitarieart. 41 DL 331/1993art. 39 TU IVA  Occorre aggiornare i manuali di gestione delle operazioni UE e sulla documentazione di supporto al personale amministrativo.
Esportazioniart. 8 DPR 633/1972art. 45 TU IVA  È utile l’implementazione di note operative, audit interni e predisposizione della documentazione.
Detrazioneart. 19 DPR 633/1972art. 56 TU IVAÈ opportuno aggiornare procedure e istruzioni (anche per la gestione di operazioni esenti/miste) e materiali formativi.
Fatturazione e fattura semplificataartt. 21 e 21-bis DPR 633/1972artt. 72–73 TU IVA

Dal 2027 conviene allineare i richiami, senza modificare inutilmente i flussi tecnici già consolidati.
Certificazione dei corrispettiviart. 12 DL 41/1991art. 84 TU IVA  L’aggiornamento è utile soprattutto per realtà con corrispettivi e per i controlli periodici di chiusura (coerenza tra corrispettivi, registrazioni e liquidazioni).
Regime del margineart. 36 DL 41/1995 + Tabellaart. 143 TU IVA + Tabella DÈ necessario l’aggiornamento dei riferimenti in procedure e note operative riduce ambiguità e rinvii.

Cosa fare per gestire al meglio il cambiamento?

In considerazione dell’importante impatto che a livello operativo comporterà l’entrata in vigore del Testo unico IVA sarebbe opportuno prepararsi nella seconda metà del 2026 alla gestione dello stesso.

Sarebbe, pertanto, quanto mai opportuna la creazione di una tavola di raccordo tra la vigente normativa e la nuova normativa: si tratta di uno strumento operativo e pratico per la gestione dei nuovi riferimenti normativi da utilizzare da parte del personale amministrativo e contabile delle imprese.

Il che potrebbe permettere di meglio districarsi nella gestione del cambiamento e ridurre la probabilità di errore.

A ciò dovrebbe aggiungersi un’attività di aggiornamento dei contratti, dei documenti commerciali e delle procedure di vendita, nonché l’aggiornamento del personale.

Margini di tolleranza

Le software house associate ad AssoSoftware stanno già completando l’adeguamento delle procedure perché le stesse possano essere pronte già dal 1° gennaio 2027.

Tanto premesso, occorre ricordare che il legislatore ha previsto un importante “salvagente” giuridico che esclude il blocco delle attività o sanzioni immediate. Per cui anche l’adeguamento dei software potrebbe avvenire con una certa flessibilità.

L’articolo 170, comma 3 del Testo unico IVA dispone, infatti, che qualsiasi richiamo, contratto, fattura o documento che faccia ancora riferimento alle vecchie norme abrogate, si intenderà automaticamente riferito al corrispondente nuovo articolo del Testo unico.

Di conseguenza, se nei primi mesi del 2027 il gestionale dovesse emettere una fattura riportando ancora la vecchia dicitura, la fattura rimarrà valida sia dal punto di vista fiscale che civilistico e non ci sarà scarto alcuno del file Xml da parte del Sistema di interscambio (Sdi) né l’applicazione di sanzioni per violazione degli obblighi di documentazione.

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